Durante questi mesi non è un caso che abbia incontrato diverse rappresentanti del gentil sesso in ferramenta! Molte di noi hanno scoperto di esser diventate brave nell’hobbistica, nel restauro di mobili, nel recupero di vecchie utensilerie adattate a diversi utilizzi o nel regalare nuova vita a muri e soffitti. Questo è un piacevole effetto dell’isolamento a cui siamo stati indotti perché in fondo, tutti sulla stessa barca, stiamo remando verso un futuro nuovo per l’umanità e siamo spinti atavicamente a preservare la nostra specie da attacchi dal sapore pandemico.
Occuparsi di qualcosa di creativo ha un effetto benefico e distensivo per la mente nonché porta una appagante soddisfazione autorealizzativa.
Il concetto di solitudine può avere una connotazione decisamente positiva se una persona sceglie di sua volontà di vivere un periodo da sola, ma sappiamo che assume connotazione negativa se la persona si trova involontariamente in questa situazione, senza possibilità di contatti sociali, condizione che purtroppo conosciamo tutti fin troppo bene in tempi attuali. Questa esperienza può essere accompagnata da sentimenti di abbandono o di noia, perdita di interessi e sfociare in una mancanza generale di senso o di direzione di vita. La creatività di cui parlavo prima è una buona risposta alternativa, ma ce ne sono altre.
Innanzitutto dovremmo ricordarci che nella solitudine da isolamento possiamo occuparci di noi e diventare “il migliore amico di noi stessi,” apprezzare il nostro ambiente ed esaminare nel profondo le nostre abitudini. Possiamo imparare ad auto-osservarci e, messi a confronto con noi stessi, a volte emergono lati che non ci piacciono e desideremmo ignorare ma ora, da soli, non possiamo più sorvolare. Diventare consapevoli di sé è un dono che passa attraverso l’accettazione per plasmare una forma diversa a cui viene data una nuova vita.
D’altro canto se è vero che la solitudine acuisce la sensibilità – e dentro ogni individuo esiste un mare di profondità infinita – possiamo decidere di navigarlo con alcune esperienze pratiche:
• con la meditazione;
• parlando e scrivendo lettere direttamente alla nostra anima;
• connettendoci con l’universo, a qualcosa di più grande di noi che ci sostiene, al divino e con la preghiera ;
• attraverso i sogni quali portatori di messaggi; a tal proposito consiglio di tenere un quaderno vicino al letto per annotarli prima che ce li dimentichiamo;
• sviluppando la sensazione di appartenenza a un tutto, gli uni agli altri di qualsiasi parte del mondo;
• contattando la natura nel nostro ambiente.
La lista può essere ampliata a gusto personale.
Per concludere, quello che maggiormente auguro è che tutti possano mantenere sempre il coraggio e l’amore nell’essere così come si è mantenendo salda la capacità di sopportare ed accettare ciò che verrà perché l’intera vita è un eterno banco di scuola.

